"La radio è arrivata all'improvviso. Non mi ero certo impegnato per fare qualcosa con un microfono e un mixer. Tutto è nato per caso. Diverse combinazioni di eventi, poi, hanno fatto si che tutto ciò diventasse un'interesse tale da coinvolgermi completamente". "La radio per me è un modo per comunicare qualcosa a qualcuno. Di solito lo faccio attraverso la musica blues o la musica in genere. Certe volte mi riesce di farlo anche usando un certo linguaggio. Comunque, la cosa più importante è che la musica mi da la possibilità di trasmettere emozioni. Per farlo, però, bisogna conoscerla bene, bisogna avere con essa un certo feeling, perchè certe emozioni si provano solo con la musica giusta abbinata alle parole giuste". "La musica per me? Divagazione, riflessione, godimento e tante altre cose insieme. Qualcosa in cui immergermi in una realtà tutta mia". "Fare radio è davvero una cosa complicata ma bello allo stesso tempo. E' complicato perchè devi calcolare le cose nel minimo dettaglio, devi organizzarti il testo, scegliere adeguatamente i brani in scaletta, devi organizzarti le interviste con gli altri bluesman che, fra le altre cose, solo questo, a seconda dei casi, di porta via anche una settimana. Dietro un programma radiofonico c'è tutto un lavoro minuzioso. La radio va fatta bene, con l'aiuto delle tue sensazioni, con la voglia di scoprire e di far conoscere le tue scoperte ad altri. Devi calcolare tutto, nei minimi particolari, altrimenti potresti davvero durare poco. Ho visto troppi speaker iniziare con grande entusiasmo, con grandi progetti radiofonici per poi fermarsi dopo solo qualche puntata". "Molti mi chiedono come mai ho scelto di curare e condurre un programma di musica blues. Bhe...i motivi sono molteplici. Innanzitutto perchè amo il blues. Amo il suo ritmo, amo la sua storia. Poi perchè sarebbe stato troppo facile fare un programma sul rock, sul punk, sul metal o altro. Infatti per questi stili musicali è più semplice organizzarsi un qualcosa di radiofonico perché se ne parla di più, ci sono siti web più aggiornati, cd al riguardo li trovi dappertutto. Sul punk, sul rock, sul metal trovi delle cose interessantissime anche in edicola, mentre con il blues tutto questo rarissimamente accade. Quando fai qualcosa che riguarda il blues…tutto e più complicato! Trovare cd audio sulla musica neroamericana e fare un programma radiofonico sul blues non è così facile. Non ci sono riviste in edicola, non ci sono siti internet aggiornati, non è semplice trovare programmi radiofonici simili con cui fare un confronto, nei negozi i cd sul blues si contano sulle dita di una mano e per trovare quello che ti serve devi girare....girare....girare! Se vuoi fare qualcosa sulla musica neroamericana e vuoi che duri nel tempo occorre prepararsi ad una costante ricerca, impegno, studio di notizie storiche, ricerca di libri e cd. Insomma: devi essere un collezionista di blues votato alla radio! E poi credo che il blues debba essere fatto ascoltare nel modo giusto, altrimenti chi ti ascolta ci mette non più di due secondi a lasciarti perdere". "Non mi dimenticherò mai le interviste che ho fatto per il mio programma con artisti come Roberto Ciotti, Nick Becattini, Solomon Burke, Albert Lee e tanti altri. Da ognuno di loro ho imparato molto. In ognuno di loro ho percepito emozioni diverse, modi di esprimersi con la musica diversi, simpatie diverse. Ognuno di loro aveva una bellissima storia alle spalle da raccontare ed io ho cercato, nel mio piccolo, di farla conoscere ai miei ascoltatori. Fino ad ora penso di averlo fatto nel modo giusto".